TUTTOFOOD Milano 2026 porta a Bruxelles una nuova iniziativa: il Food Manifesto, un quadro di riferimento volto a ripensare il modo in cui il cibo viene prodotto, commercializzato e consumato in Europa e oltre
Con il sistema alimentare europeo sempre più sotto pressione a causa dei cambiamenti climatici, delle tensioni commerciali e dell’aumento dei costi, TUTTOFOOD Milano 2026 porta a Bruxelles una nuova iniziativa: il Food Manifesto, un quadro di riferimento volto a ripensare il modo in cui il cibo viene prodotto, commercializzato e consumato in Europa e oltre.
L’iniziativa è stata presentata oggi al Parlamento europeo durante la conferenza “Il settore agroalimentare europeo in un contesto geopolitico in evoluzione: competitività e opportunità”, ospitata dall’eurodeputato Stefano Bonaccini e promossa da TUTTOFOOD. L’evento ha riunito decisori politici, rappresentanti istituzionali e principali stakeholder per discutere il futuro del settore agroalimentare europeo in un contesto sempre più influenzato dall’instabilità geopolitica e dalle dinamiche in evoluzione del commercio globale.
Tra i relatori figuravano Carlo Fidanza (eurodeputato) e Matteo Zoppas (Presidente di ITA – Agenzia ICE), insieme a rappresentanti delle istituzioni europee e delle associazioni di settore.
Il settore agroalimentare europeo, pilastro fondamentale dell’economia, si trova ad affrontare una crescente incertezza geopolitica, cambiamenti nelle dinamiche commerciali e una pressione sempre maggiore per garantire contemporaneamente sostenibilità, salute e competitività.
Sviluppato da Fiere di Parma, in collaborazione con partner istituzionali e industriali e con il supporto scientifico del Future Food Institute, il Food Manifesto mira ad andare oltre i cambiamenti incrementali. Al centro vi è l’invito ad abbandonare quello che gli organizzatori definiscono un sistema di “abbondanza fragile” per passare a un modello che bilanci meglio produttività, sostenibilità, fiducia e valore nel lungo periodo.
Un manifesto pensato per generare un cambiamento reale
Più che un esercizio puramente teorico, il Food Manifesto è concepito come una piattaforma sia concettuale sia operativa per rafforzare le relazioni lungo tutta la filiera, garantendo che la domanda alimentare venga soddisfatta proteggendo e valorizzando tutti gli attori coinvolti. Dai consumatori, che vedranno sempre più il cibo come uno strumento di benessere, ai territori in transizione oltre economie di sussistenza, fino alle imprese che investono in strategie ESG.
L’obiettivo è allineare gli attori lungo tutta la catena del valore — dai produttori e trasformatori fino ai distributori e ai decisori politici — attorno a impegni condivisi, attuabili e misurabili nel tempo.
Dal dibattito di Bruxelles all’azione a Milano
L’iniziativa confluisce direttamente in TUTTOFOOD 2026 a Milano (11–14 maggio), che continua ad ampliare il proprio ruolo come punto di incontro globale per la filiera alimentare.
Stefano Bonaccini, membro del Parlamento europeo e ospite della conferenza, ha dichiarato: “Tuttofood non è solo una fiera. È il simbolo di una filiera che unisce tradizione e innovazione, identità locale e globalizzazione, qualità e competitività. Come istituzioni pubbliche, è nostra responsabilità sostenerla con maggiori risorse, maggiore apertura, una promozione più forte e maggiore equità. Perché sostenere il settore agroalimentare significa sostenere un modello di sviluppo che coniuga economia, ambiente e coesione sociale. E soprattutto significa investire nel futuro dell’Europa.”
A 48 giorni dall’apertura, l’evento mostra già un forte slancio, con i seguenti dati attualmente confermati:
• 85.000 mq di superficie espositiva netta (+15% rispetto al 2025), su un totale di 160.000 mq
• 10 padiglioni e 10 aree tematiche
• 100.000 visitatori attesi dall’Italia e dall’estero
• Oltre 200 conferenze ufficiali, oltre all’evento inaugurale
• 6 cerimonie di premiazione.
TUTTOFOOD 2026 presenterà un Buyers Program particolarmente ricco, con oltre 4.000 buyer, organizzato in collaborazione con ITA – Agenzia ICE, che sostiene attivamente la partecipazione degli operatori internazionali anche aiutando a superare le sfide logistiche legate all’attuale contesto geopolitico.
Il Food Manifesto è destinato a diventare un punto di riferimento centrale per questi dibattiti, con l’ambizione di tradurre principi condivisi in impegni concreti per il settore. Collegando l’iniziativa sia alle politiche dell’UE sia a una grande piattaforma commerciale globale, gli organizzatori mirano a colmare il divario tra ambizione politica e realtà del mercato.
Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma, ha dichiarato: “Con il Food Manifesto vogliamo riunire industria, istituzioni e filiera attorno a una direzione condivisa. Una direzione che riconosca come competitività, sostenibilità e qualità non siano più temi separati, ma parti della stessa sfida”.
Le aziende del Benelux in prima linea
La regione del Benelux è destinata a svolgere un ruolo di rilievo a TUTTOFOOD 2026, con 19 espositori olandesi e 9 belgi già confermati.
La loro partecipazione riflette la forte posizione della regione nel commercio alimentare europeo e nell’innovazione, nonché il suo ruolo crescente nel plasmare filiere più competitive e sostenibili.
www.tuttofood.it
TUTTOFOOD unveils its “Food Manifesto” to European Parliament
TUTTOFOOD Milano 2026 is bringing a new initiative to Brussels: The Food Manifesto, a framework aimed at reshaping how food is produced, traded and consumed across Europe and beyond
With Europe’s food system under growing pressure from climate change, trade tensions and rising costs, TUTTOFOOD Milano 2026 is bringing a new initiative to Brussels: The Food Manifesto, a framework aimed at reshaping how food is produced, traded and consumed across Europe and beyond.
The initiative was presented today at the European Parliament during the conference “European agri-food sector in an evolving geopolitical context: competitiveness and opportunities”, hosted by MEP Stefano Bonaccini and promoted by TUTTOFOOD. The event gathered policymakers, institutional representatives and leading stakeholders to discuss the future of Europe’s agri-food sector in a context increasingly shaped by geopolitical instability and evolving global trade dynamics.
Among the speakers were Carlo Fidanza (MEP) and Matteo Zoppas (President of ITA – Italian Trade Agency), alongside representatives of European institutions and industry associations.
Europe’s agri-food sector, a core pillar of its economy, is navigating increasing geopolitical uncertainty, shifting trade dynamics and growing pressure to deliver on sustainability, health and competitiveness at the same time.
Developed by Fiere di Parma, in cooperation with institutional and industry partners, with the scientific support of the Future Food Institute, the Food Manifesto aims to move the conversation beyond incremental change. At its core, it is a call to move away from what organisers describe as a system of “fragile abundance” toward one that better balances productivity with sustainability, trust and long-term value.
A manifesto designed to drive real change
Rather than a purely conceptual exercise, the Food Manifesto is conceived as both a conceptual and operational platform to strengthen relationships across the supply chain, ensuring that food demand is met while protecting and enhancing all actors involved. From consumers, who will increasingly see food as a tool for well-being, to territories transitioning beyond subsistence economies, and companies investing in ESG strategies.
The ambition is to align actors across the value chain, from producers and processors to retailers and policymakers, around shared commitments that can be implemented and measured over time.
From Brussels debate to Milan action
The initiative feeds directly into TUTTOFOOD 2026 in Milan (11–14 May), which continues to expand its role as a global meeting point for the food supply chain.
Stefano Bonaccini, Member of the European Parliament (MEP) and host of the European Parliament conference, said: “Tuttofood is not just a trade fair. It is the symbol of a supply chain that brings together tradition and innovation, local identity and globalisation, quality and competitiveness. As public institutions, it is our responsibility to support it through increased resources, greater openness, stronger promotion, and enhanced fairness. Because supporting the agri-food sector means supporting a model of development that combines the economy, the environment, and social cohesion. And above all, it means investing in the future of Europe.”
At 48 days from the opening, the event is already showing strong momentum, with the following figures currently confirmed:
• 85,000 sqm of net exhibition space (+15% vs. 2025), within a total of 160,000 sqm
• 10 halls and 10 thematic areas
• 100,000 expected visitors from Italy and abroad
• Over 200 official conferences, in addition to the opening event
• 6 awards ceremonies.
TUTTOFOOD 2026 will feature an exceptionally rich Buyers Program, with more than 4,000 buyers, organized in cooperation with ITA – Italian Trade Agency, which is actively supporting the participation of international buyers also by helping to overcome logistical challenges linked to the current geopolitical context.
The Food Manifesto is set to act as a central reference point for these discussions, with the ambition to translate shared principles into concrete commitments across the sector. By anchoring the initiative in both EU policy discussions and a major global trade platform, organisers are aiming to bridge the gap between political ambition and market reality.
Antonio Cellie, CEO of Fiere di Parma, said: “With the Food Manifesto, we want to bring together industry, institutions and the supply chain around a shared direction. One that recognises that competitiveness, sustainability and quality are no longer separate conversations, but part of the same challenge.”
Benelux companies step in
The Benelux region is expected to play a visible role at TUTTOFOOD 2026, with 19 Dutch and 9 Belgian exhibitors already confirmed.
Their participation reflects the region’s strong position in European food trade and innovation, and its growing role in shaping more competitive and sustainable supply chains.
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