Vogelsang: una nuova idea di cantina

Vogelsang: una nuova idea di cantina

Le pompe a lobi Vogelsang, presenti alla prossima edizione di Enolitech, trasformano uno strumento elementare in vera macchina enologica: due esperienze a Valdobbiadene e Acqui Terme

Semplice, silenziosa, delicata: Vogelsang trasforma la pompa da strumento comune in una vera macchina enologica, elemento essenziale del processo produttivo. A dirlo sono gli stessi utilizzatori che l’hanno provata e preferita a tutte le altre soluzioni.

Tra essi, la cantina Val d’Oca: 18 milioni di bottiglie di prosecco Doc e Docg prodotte in un anno. Nello stabilimento di Valdobbiadene le pompe enologiche Vogelsang sono ben tre: una al centro pigiatura, per il trasferimento dei mosti, e due che lavorano per spostare i mosti nelle vasche di prima fermentazione e successivamente per i travasi. «Velocità, facilità di regolazione e leggerezza sono le caratteristiche principali di questa pompa», dice Andrea Zannoni, enotecnico di Val d’Oca. «In primo luogo, è l’operatore a decidere la velocità di trasferimento: può spostare tanto o poco volume, a seconda delle necessità. Per esempio, l’abbiamo usata a 0,5 bar nei travasi comuni e a 0,2 in quelli ad aspirazione costante. Inoltre la pompa è molto leggera e si può portare ovunque. Grazie al sistema ad aspirazione costante, infine, si riesce a vuotare completamente le vasche. La pressione costante rende possibile movimentare ogni liquido a qualsiasi pressione».

Il sistema a lobi, continua Zannoni, assicura silenziosità, assenza di vibrazioni e ridotto stress al vino. «Grazie alle sue elevate prestazioni, a mio parere è la miglior soluzione attualmente sul mercato. In vendemmia ha lavorato 24 ore su 24, trasferendo mosti su una linea di circa 60 metri, ma in altre occasioni ha superato i 200 metri di distanza senza alcun problema».

Un cambio culturale in cantina

Dal Veneto si passa al Piemonte. Precisamente ad Acqui Terme, dove ha sede la Cuvage, cantina specializzata nella spumantizzazione, con una produzione media di 4 milioni di bottiglie l’anno. «Eravamo alla ricerca di una pompa che avesse due caratteristiche fondamentali: la facilità di pulizia e la capacità di effettuare trasferimenti isobarici in carico e scarico. Questi ultimi sono necessari per spostare vini fermentati e dunque in pressione», spiega Loris Gava, enologo dell’azienda.

La scelta della pompa VX 136-210 è avvenuta dopo un’attenta valutazione su vari aspetti, riassunti qui da Gava: «La facilità di pulizia ha pesato per almeno il 30%. I vini fermentati sono infatti sensibili all’inquinamento, più di un vino comune. Volevamo quindi un sistema che presentasse pochi punti di possibile inquinamento e fosse facile da pulire. Dopo aver smontato la pompa a lobi di Vogelsang ci siamo resi conto che avevamo trovato quel che faceva per noi». Altri elementi che hanno determinato la scelta sono, nelle parole dell’enologo piemontese, la già citata possibilità di trasferimenti isobarici, il peso, l’ingombro, la silenziosità e la possibilità di utilizzo da parte di un solo operatore.

Attualmente la pompa a lobi è usata per il trasferimento dei mosti, durante la fermentazione e poi per la movimentazione di vino, comune e fermentato. «Non la usiamo in pigiatura, ma l’abbiamo scelta anche per operare, eventualmente, come pompa di emergenza anche nell’impianto di pigiatura. In conclusione – prosegue Gava – è un attrezzo che presenta caratteristiche importanti e numerosi pregi. A suo modo, è una soluzione rivoluzionaria, perché trasforma un attrezzo molto semplice in una vera macchina enologica, su cui è possibile controllare la pressione in entrata e uscita. Il rovescio della medaglia è che va fatta accettare agli operatori, che erano abituati a pompe molto più elementari. A suo modo, impone un cambiamento culturale in cantina e credo pertanto che meriti di essere portata all’attenzione del settore».

Vogelsang, presente a EnolitechVinitaly per il quinto anno consecutivo, porterà in fiera presso il suo stand, pad- F- stand E7, l’intera gamma delle suo pompe a lobi rotativi per la cantina.

 

A cultural change in the cellar

Vogelsang transforms very simple equipment into a real oenological machine, on which it is possible to control the inlet and outlet pressure

Simple, silent, delicate: Vogelsang transforms the pump from a common instrument into a true oenological machine, an essential element of the production process. The same users who have tried it confirm it and that is why they preferred it to all other solutions on the market.

Among them there is Cuvage winery, in Piedmont, in Acqui Terme exactly. This company specializes in the production of sparkling wine, with an average production of 4 million bottles a year. “We were looking for a pump featuring two fundamental characteristics: ease of cleaning and the ability to perform isobaric transfers in loading and unloading”, explains Loris Gava, the company’s winemaker.

The choise of the VX 136-210 pump took place after careful evaluation on various aspects, summarized here by Gava: “The ease of cleaning has weighed at least 30%. In fact, fermented wines are more sensitive to contamination than a common wine. We therefore wanted a system that presented a minimal number of points of possible pollution and was easy to clean. After testing and then disassembling the Vogelsang lobe pump, we realized that we had found what we were looking for”. Other elements that led to the choice are, in the Piedmontese winemaker’s words, the aforementioned possibility of isobaric transfers, reduced weight and size, silence and the possibility of use by a single operator.

Currently the lobe pump is used for the transfer of musts, during fermentation, and then for the movement of wine, common and fermented. “We do not use it in pressing, but we have also chosen it to operate, possibly, as an emergency pump also in the crushing plant. In conclusion – continues Gava – it is a technology that presents important characteristics and various advantages. In its own way, it is a revolutionary solution, because it transforms very simple equipment into a real oenological machine, on which it is possible to control the inlet and outlet pressure. The flip side of the coin is that it must be known and accepted by the operators, who were used to much more rudimentary pumps. In its own way, it requires a cultural change in the cellar and I therefore believe that it deserves to be brought to the attention of the sector”.

The manufacturer, Vogelsang, will show the entire range of its oenological pumps at Enolitech fair, where operators will be able to touch and test the rotary lobe pumps for the cellar, with touch screen, remote control and smartphone app, at the stand: hall F- stand E7