L’acciaio da imballaggio pioniere della sostenibilità

L’acciaio da imballaggio pioniere della sostenibilità

L’acciaio da imballaggio nel 2016 ha raggiunto in Europa (UE con Norvegia e Svizzera) un tasso di riciclo pari al 79,5%, che corrisponde a un incremento rispetto all’anno precedente del 2%

Da quando è emerso che i residui di materiale plastico possono introdursi nella catena alimentare sotto forma di cosiddette microplastiche, l’opinione pubblica ha acquisito consapevolezza sul fatto che gli imballaggi in plastica siano meno ecocompatibili di quanto previsto e che richiedano inoltre maggior impegno in fase di riciclo. Per altri materiali, invece, i meccanismi di riciclo sono definiti da tempo. L’acciaio da imballaggio, per esempio, è da anni all’avanguardia sul fronte del riciclo, anche rispetto al vetro, all’alluminio o al cartone. L’acciaio da imballaggio nel 2016 ha raggiunto in Europa (UE con Norvegia e Svizzera) un tasso di riciclo pari al 79,5 percento, che corrisponde a un incremento rispetto all’anno precedente pari al 2 percento. Le lattine da bibita, in particolare, acquistano crescente popolarità grazie alla preferenza loro accordata da adolescenti e giovani adulti nonché al fattore convenienza, anch’esso sempre più decisivo: le lattine infatti sono facili da aprire e garantiscono una lunga durata a scaffale. Inoltre sono maneggevoli, facilmente impilabili e, data la loro stabilità, resistenti a eventuali danni – il tutto a fronte di un peso esiguo.
Risparmio energetico, alta riciclabilità e impiego efficiente delle risorse
In base alla ricerca effettuata da cyclos HTP per conto del gruppo thyssenkrupp, una lattina da 0,5 litri in banda stagnata è riciclabile al 91 percento. In virtù di numerose altre caratteristiche, sviluppi e relativi risultati, l’acciaio da imballaggio nell’ambito della sostenibilità è un materiale all’avanguardia. I processi di imballaggio e il materiale stesso offrono il massimo livello di protezione e conservazione, pertanto le lattine non necessitano di raffreddamento in produzione o durante il trasporto. Quanto al riciclo, l’acciaio da imballaggio già da anni si trova al primo posto tra i materiali. Nel 2016 in Italia, ad esempio, è stato riciclato il 76,1 percento dell’acciaio da imballaggio. “Questo è possibile, tra gli altri aspetti, grazie alle sue proprietà magnetiche che consentono di separarlo facilmente da altri rifiuti, siano essi domestici o di altra natura. Inoltre l’acciaio da imballaggio è un materiale ‘permanente’, riciclabile praticamente all’infinito senza perdita di qualità”, sottolinea Nicole Korb, responsabile thyssenkrupp della comunicazione e dello sviluppo dei mercati presso la sede di Andernach. Ogni articolo in acciaio prodotto ex novo contiene pertanto una percentuale crescente di acciaio riciclato. Il riciclo delle lattine riduce le emissioni e consente di risparmiare fino al 76% dell’energia necessaria alla produzione. L’obiettivo è realizzare un ciclo chiuso di materiale a livello mondiale, cosa già accaduta in larga misura in Italia e in molti altri Paesi europei. Naturalmente questo può funzionare a fronte di collegamenti funzionali che colmino le lacune all’interno della catena del valore, garantendo una fuoriuscita dal ciclo il più possibile limitata. “Quale uno dei maggiori produttori di acciaio da imballaggio, ci assumiamo da diversi anni questa responsabilità. In Germania, ad esempio, completiamo e sosteniamo attivamente la catena di riciclo grazie alla nostra affiliata DWR, impegnandoci inoltre con l’azienda non profit KBS”, spiega Korb.
Un altro aspetto della sostenibilità è la notevole capacità delle scatole in acciaio di conservare cibi e bevande. Al giorno d’oggi è difficile immaginare quanto complicato fosse, in passato, conservare generi alimentari deperibili quali la carne o il pesce per un tempo prolungato. Pur avendo forse trascurato nel tempo tale decisiva caratteristica, un dato di fatto rimane: una percentuale superiore di imballi in banda stagnata destinati al consumo alimentare comporta minor spreco di cibo dovuto a scarti (concreti o ipotizzati). Ciò vale per inciso anche per le scatole, conservabili più a lungo, per esempio all’interno dei distributori automatici.
Sì, è possibile: minor spessore, minor peso e maggiore efficienza nell’impiego dei materiali
Azienda leader nel campo delle tecnologie per l’acciaio da imballaggio, thyssenkrupp non si adagia certo sugli allori, ma prosegue con la ricerca nell’ambito delle nuove proprietà dei materiali e dei processi produttivi. Dal 1985, per esempio, il peso della lattina standard due pezzi da 0,33 litri è stato ridotto di oltre un terzo, raggiungendo i 22 grammi. Nel caso delle scatole alimentari tre pezzi il risparmio può essere ancora maggiore: la riduzione dello spessore della parete a una frazione di millimetro dagli anni ‘70 in poi ha consentito di dimezzare il peso delle scatole, rendendole più efficienti nell’impiego del materiale. Con nuovi prodotti a marchio rasselstein®, tra cui Solidflex, High Formability, o Ultra-Low-Earing steel, thyssenkrupp è all’avanguardia nello sviluppo che consente di configurare l’acciaio da imballaggio, dotato di specifiche caratteristiche, esattamente in base alle esigenze del singolo cliente. Lo stabilimento di Andernach è in grado di fornire oltre 6.000 diverse specifiche: La gamma prodotti include acciai da imballaggio di massima resistenza ed elevata duttilità, acciai altamente malleabili per geometrie di scatola complesse nonché tipologie di banda stagnata estremamente omogenee e isotropiche per chiusure e imbutiture multilivello detta DRD (drawn and redrawn), stampate in distorsione. Una produzione sostenibile e responsabile implica tuttavia aspetti che vanno oltre il prodotto in sé e il suo riutilizzo. Nel 2010 thyssenkrupp ha aderito al Codice di condotta dell’Associazione Nazionale Tedesca Responsabili Gestione Materiali, Acquisti e Logistica (BME), impegnandosi così a operare insieme a fornitori e partner commerciali in conformità ai principi etici contemplati dal Codice stesso. Ciò riguarda in particolare il riconoscimento dei diritti umani, la lotta alla corruzione, la concorrenza leale e la tutela dell’ambiente lungo l’intera catena di fornitura.
L’acciaio da imballaggio anticipa i tempi
Questi sforzi e innovazioni spianano la strada futura dell’acciaio da imballaggio in tutto il mondo, garantendo, inoltre, un approccio collettivo a norme più severe sul riciclo. Le istituzioni UE hanno formalmente aderito al Pacchetto di misure sull’economia circolare che contempla obiettivi di riciclo e altri requisiti per tutti i materiali, acciaio da imballaggio compreso. Gli Stati membri ora devono convertire quanto sopra in legge nazionale entro 18 mesi. L’entrata in vigore è prevista a circa due anni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. “Quali pionieri dell’economia di ciclo chiuso, naturalmente sosteniamo tali norme e ci riteniamo posizionati in modo ottimale non solo per affrontare le sfide future, ma anche in termini di sostenibilità“ aggiunge Korb. Attualmente sono in sviluppo acciai da imballaggio con caratteristiche migliorate nonché tipologie di acciaio volte a ridurre il consumo di risorse in misura ancora maggiore. Questo contribuirà all’ulteriore futura espansione dell’acciaio da imballaggio nel suo ruolo di prodotto ecocompatibile ed efficiente – non come semplice supplemento, bensì quale alternativa a materiali da imballaggio con maggiore impatto ambientale.

Packaging steel is a pioneer in sustainability

Packaging steel reached a new high in 2016 with a recycling rate of 79.5% in Europe (EU plus Norway and Switzerland), an increase of 2% from the previous year

Since it became known that plastic residue can find its way into the food chain in the form of so-called micro plastic, the general public has realized that plastic packaging is less environmentally friendly than expected and that it requires increased recycling efforts. For other materials, recycling mechanisms have been established for a long time. Packaging steel, for example, has been at the forefront of recycling for years, even compared to glass, aluminum or cardboard. Packaging steel reached a new high in 2016 with a recycling rate of 79.5 percent in Europe (EU plus Norway and Switzerland), an increase of 2 percent from the previous year. Beverage cans in particular are becoming increasingly popular due to their popularity among young adults and teenagers, as well as the increasingly important convenience factor: Cans can be opened easily and ensure a long shelf-life. They are also practical in handling, easy to stack, and, thanks to their stability, they are resistant to damage – and all this at a very low weight.
Energy-saving, highly recyclable and resource-efficient
According to research carried out by cyclos HTP on behalf of thyssenkrupp, a 0.5-liter beverage can made from tinplate is 91 percent recyclable. A number of other features, developments, and achievements ensure that packaging steel is at the forefront of sustainability. The packaging processes and the material itself provide optimum product protection and preservation, which means the cans do not need to be cooled during production or transport to the end customer. When it comes to recycling, packaging steel has been outperforming other materials for years. In the UK for example, 76.4 percent of steel packaging was recycled in 2016. “Among other things, this has to do with its magnetic properties, which enable the material to be separated from other waste easily – whether in household waste or other waste cycles. Packaging steel is also a ‘permanent’ material that can be recycled almost indefinitely without any loss of quality,” says Nicole Korb, in charge of communications and market development at thyssenkrupp in Andernach. Each newly manufactured steel product thus contains an increasing percentage of recycled steel. The objective is to establish a closed material loop worldwide, which has already been achieved in Germany and many other European countries to a large extent. Of course, this only works if functional links within the value chain close any gaps and ensure that as little as possible leaves the cycle. “As one of the largest manufacturers of packaging steel, we have assumed responsibility in this area for many years and actively close and maintain the recycling loop with our subsidiary DWR and involvement in the non-profit company KBS,” Korb explains. Another sustainability aspect is steel cans’ great capacity to preserve food and beverages. Today, it is hard to imagine just how difficult it once was for humans to store perishable foods like meat or fish for a prolonged time. Even though we may have lost sight of this achievement due to the quick passage of time, one fact remains: A higher share of tinplate-packaging in food consumption means less food is wasted due to spoilage (actual or supposed). Incidentally, this also applies to beverage cans, which can be stored for longer, like in vending machines.
Yes, we can: thinner, lighter, and more material efficient
As a leader in packaging steel technology, thyssenkrupp does not rest on its laurels, but continues to research new material properties and manufacturing processes. For example, since 1985 the weight of the two-part standard 0.33 liter beverage can has been reduced by more than a third to just 22 grams. The savings in three-piece food cans are even greater: Reducing the wall thickness to a fraction of a millimeter since the 1970s has halved cans’ weight, making them significantly more material-efficient. With new additions to the rasselstein® brand, such as Solidflex, High Formability, or Ultra-Low-Earing steel, thyssenkrupp is at the forefront of a development that enables packaging steel with very specific properties to be configured exactly to each customer’s requirements. ThyssenKrupp can provide their customers with more than 6,000 specifications: Their portfolio includes maximum strength packaging steels with high ductility; innovative, highly malleable steels for demanding can geometries; as well as extremely homogeneous and isotropic tinplates for closures and multi-stage deep-drawn, so-called DRD (drawn and redrawn) cans, which are printed in distortion. However, sustainable and responsible manufacturing also encompasses aspects that go beyond the product itself and its reuse. In 2010, thyssenkrupp pledged to follow the Code of Conduct of the Federal Association for Materials Management, Purchasing and Logistics (BME) and is therefore committed to working with its suppliers and business partners in compliance with the ethical principles set out in the Code of Conduct. In particular, this concerns the recognition of human rights, the fight against corruption, fair competition and the protection of the environment throughout the supply chain.
Packaging steel that is ahead of its time
These efforts and innovations ensure the future viability of packaging steel across the globe while also securing a collective approach to tighter recycling regulations. In Germany, the new Packaging Act enters into force on January 1, 2019, stipulating a recycling rate of 80 percent for tinplate. Stricter regulations will apply to all packaging materials brought to market, which will also affect the steel industry. “As a pioneer with regard to a closed-loop economy, we naturally support these regulations and consider ourselves well-positioned to address these upcoming challenges – and more – in terms of sustainability,” Korb adds. Packaging steels with improved material properties are currently under development, as well as steel types that reduce resource consumption to an even higher grade. This will help packaging steel to continue to expand its role as an environmentally friendly and efficient product in the future. And not just as a supplement, but increasingly as an alternative to packaging materials with a much higher environmental footprint.